NEWS UNDER 21    
       
 

Proprio una bella storia! Ma bella davvero!

 



Una di quelle storie che tanto ci piace vedere nei film. La Squadra contro la Franchigia, il gruppo contro la selezione, 12 ragazzi tutti (ma proprio TUTTI) frutto della “cantera” Crocetta contro un agglomerato di giocatori scelti da almeno 5-6 vivai sparsi nel nord Italia. Meritavamo di vincere e abbiamo vinto! Anche se qualcuno ha faticato e faticherà a digerirlo. Abbiamo meritato di vincere perché abbiamo sbagliato meno, perché siamo riusciti a reagire dopo una sconfitta quanto meno "rocambolesca" nella prima partita, perché abbiamo messo sotto pressione l'avversario tutta la partita e l'abbiamo fatto semplicemente giocando a baseball: correndo sulle basi, spremendo il gioco quando è stato necessario e dando intensità ad ogni turno di battuta. Senza bisogno di far tanto rumore. Abbiamo meritato di vincere perché abbiamo mostrato attributi che solo chi sa di far parte di un gruppo con la g maiuscola può vantare. E ci perdoneranno, i puristi del fair play, quella visita dell'ultimo inning ma non potevamo permetterci un film senza happy end. Poi, detto tra noi, non si capisce perché debba essere considerata scorretta un'innocua passeggiata di qualche minuto verso il monte di lancio finalizzata esclusivamente a far sentire alla squadra la vicinanza dello staff-tecnico. Il fatto è che:
1) a perdere non ci si abitua mai, neanche dopo anni e anni
2) il baseball, fortunatamente, non è una scienza esatta (le finali scudetto dell'IBL lo stanno dimostrando)
3) i vivai delle società sportive sono come le serre: puoi avere semenze impianti e tecniche, ma senza la passione del coltivatore cresce ben poco Ma torniamo ai nostri eroi. Ecco le “pagelle” dei protagonisti di questo trionfo:

- Jack Bassi: è distratto dalle presenze femminili che girano intorno al campo, non è nella sua forma migliore, fatica soprattutto all'inizio delle partite, ma cresce sempre nel finale. Mette la sua firma sul trionfo portando a casa 2 vittorie sulle 5 totali. DIESEL

Davide Bassi: non facciamoci ingannare dal look da turista con cui sembra sollazzarsi in panchina, in realtà il vecchio Bax passa tutto il tempo a prendere silenziosamente appunti che saranno utili in un futuro ormai prossimo. Ottima la scelta per il voto del ragazzo da premiare a fine torneo. STRATEGA

- Conan Bertoli: il coach marxista ha il cuore d'oro. Se abbiamo giocato la finale con quello che è stato votato miglior giocatore del torneo dall'illuminato manager della franchigia lo dobbiamo solo a lui che la domenica mattina ha dato fondo al già prosciugato barile della sua pazienza e quando era ormai arrivato a Colorno ha invertito la rotta è andato a recuperare l'appiedato Tommaso Guareschi. TRAGHETTATORE

- Beppe Begani: prende ferie per un venerdì partito malissimo, ma siamo nati angeli con una sola ala (lui ha solo la destra) e senza la sua metà, che possiede l'ala sinistra, non si vola. Si ritrova la coppia nel pomeriggio e tutto ha il profumo dell'imbattibile. Il Bega non sbaglia nulla, prende i 3 suggerimenti dalla sua metà tatuata e vola come un aquila su tutta la bassa. Formazioni perfette, scelte tecniche mai sbagliate, visite precise al secondo. C'e' chi lavora sulle luci ed ombre del carattere di ogni atleta e chi ha la calcolatrice del gruppo: lui non sbaglia un'operazione, un conto, un'equazione. CECCHINO.

- Filo Bozzani: un torneo da ricordare! Quasi perfetto all'esterno, sicuro sul monte e solido in battuta. A sorpresa viene schierato da secondo in battuta e lui risponde con batti e corri, push bunt e rubate ritardate senza sbagliare un colpo. MVP

- Max Bozzani: il vero factotum del torneo, segna i punti, tiene il tempo, prepara i documenti e non fa mancare acqua e pasti. Infallibile anche dopo una serata impegnativa che ha lasciato qualche segno. ENCOMIABILE

- Il Pirata Brozzi: non abbiamo vinto il premio fair play a causa sua. Il look delle prime partite è discutibile. Ci abbandona in 2 partite per seguire i suoi Sogni di R'n'R. Eppure con lui non si perde mai, e la sua carica agonistica pulsa nelle vene di tutta la squadra. E' anche la mente dell'indimenticabile coreografia della premiazione. IL GRINTA

- Peter Cattani: in difficoltà, inutile nasconderlo. L’amorosa (meglio de la morosa) è lontana e i sardi sono tori da allevamento. Eppure ogni allenatore sogna di poter giocare una finale potendo estrarre in qualsiasi momento dal cilindro un veloce pinch-runner e un solido back-up difensivo. ASSO NELLA MANICA

- Pippo Chiesa: nonostante alcuni rumors di squadra avrebbero potuto distrarlo, dimostra grande personalità e batte come forse mai in vita sua. In difesa perfetto fino alla finale, peccato per quell'errore. Ma in ogni caso un torneo da ricordare! GIGANTE

- Mah Cristofori: Batte, difende e si dimostra clutch portando a casa valanghe di punti con 2 eliminati. Il tutto con la serietà e la silenziosità del campione e lo sguardo del vincente. Assieme al Filo il vero protagonista del torneo. CONCRETEZZA

- Mir Cristofori: il confronto con il fratello sarebbe ingiusto. Mirco è il gemello sessantottino, lunghi ricci, sguardo perso verso l'infinito e uno spirito libero che lo guida sul campo. Dopo che nella terza partita rischia che una linea gli stacchi la testa capisce che è ora di accendere l'interruttore e chiude la finale con un doppio gioco. ESTROSO

- Lucio Dallatana: sta in panchina una partita e brucia come un falò. Ma lo fa in silenzio e si mette al servizio dei compagni che giocano. Quando gli viene data l'opportunità dimostra di meritarsi il posto ed eccolo presente nel line up iniziale della finale. E' una guida per i compagni in campo e fuori. FARO DEL DIAMANTE

- Pisolo Fossa: Se non impari da piccolo ad andare in bici non impari più. Ma la sua presenza in panchina nonostante l'infortunio è commovente. Non brillerà per verve e entusiasmo ma è una presenza positiva per tutto il gruppo. Poi sfido chiunque a manifestare brio e entusiasmo davanti alla prospettiva di avere Guareschi come cognato. Siamo con te Alby. CORAGGIOSO

- Dani Gradali: e' il tecnico della qualità, quello che cura i particolari in ogni frangente del gioco. E' il chirurgo dei giri di mazza scoordinati e l'acchiappa cervelli randagi. OTTIMIZZATORE

- Ely Gradali: non fa parte della spedizione ufficiale al torneo eppure riesce in una delle più grandi imprese mai viste (seconda solo a Jolly Baez, ma ne parleremo in seguito...): mette un argine ad uno straripante Brozzi. Inoltre utilizza tutta la sua femminilità e riesce a far sì che Brozzi si presenti in campo per la finale vestito da persona (quasi) normale. MATERNA

- Lollo Gradali: non ha giocato le sue partite migliori, sul monte è stato toccato più del suo solito e le polveri della sua mazza erano spesso bagnate. Eppure è il lanciatore vincente della finale e nel suo tabellino personale ci sono i due RBI decisivi. Che dire...sarà incisività o sarà il fattore c ma la sua zampata sul torneo l'ha lasciata eccome! RAPACE

- Tommaso Guareschi: si fa recuperare a casa ogni giorno, perde lanci, casacche e cellulari, tranne un raro caso fortunato non ne prende una in battuta, eppure...si porta a casa un premio individuale! Alla fine ha ragione lui. UNTO DAL SIGNORE

- Manu Piazza: l'interbase è la spina dorsale della squadra e Manuel si prende sulle spalle l'intera difesa. Non sbaglia praticamente nulla. La rubata di casa base non è altro che il manifestarsi della sua pazzia latente. SCHEGGIA DI FOLLIA

- Davide The Big Hurt Ziveri: perde un importante segnale la prima partita, ma reagisce e fa un torneo in crescendo. Da lui ci si aspetta di più con la mazza, ma le sue valide le porta a casa, figura bene sul monte e piano piano si sta trasformando in un prima base con gli attributi. Attributi che mostra anche quando servono a farsi rispettare dai compagni. THE WALL

- Marco Ziveri: sostituisce il Bozzo nell'unica partita in cui deve assentarsi e lo fa con professionalità e precisione. Non era facile abbandonare le verdi valli trentine e senza colpo ferire farsi trovare pronto ad ogni necessità. SEMPRE PRESENTE

- Jolly Baez: ultimo ma non ultimo il vero mattatore del torneo! Non vi sono dubbi: il Torneo Maria Luigia 2011 verrà ricordato come il palcoscenico in cui Joel Ernesto Baez Castro ha dato un senso alle esistenze dei presenti. Non può lanciare per una borsite fulminante, si ricicla in terza e lo fa da grande campione. Ma il meglio di sé lo da nella prima partita. Sono le 9.27 di venerdì 27 agosto 2011, Baez è in terza, il lanciatore è preoccupato, lo guarda una, due volte e poi parte con il caricamento: lancio pazzo, la palla schizza contro la rete dietro al catcher. Jolly Baez può trotterellare tranquillamente verso un importantissimo punto ma ecco il colpo del fuoriclasse: Baez salta completamente il piatto di casa base, non lo sfiora nemmeno e si avvia verso il dug-out battendo il cinque a tutti i compagni che trova sulla sua strada. Gioco d'appello e partita persa 3-2! Ti amiamo Jolly! Grazie di esistere! GENIO


   

Archivio articoli 2011
La differenza

Archivio articoli 2010
Battuta la capolista!
Vittoria!
Che partita!...peccato
Buonina la prima

Archivio articoli 2009

Lavori in corso
Primo inning da dimenticare