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Lo facciamo perché ci piace e perché chi ha il virus del baseball prova in tutti i modi a uscire dal tunnel: talvolta scappa via dall’organizzazione perché si è spappolato le articolazioni grazie ad un allenatore che gli faceva lanciare l’impossibile, talvolta perché se ne è andato a lavorare a Cipro e là il baseball non sanno se sia un antipasto o il titolo di un film porno, talvolta è stato talmente schifato dai dirigenti o dagli organismi federali che non ne poteva più… e quindi “sono 20 anni che non vado in viale Piacenza a vedere una partita…”
Ma il virus del gioco più bello del mondo è ricorrente e torna su quando meno te l’aspetti.
Prima o poi riesplode, non riusciamo a farci plagiare in via definitiva; a starne fuori ci proviamo, stiamo lontano tanto tempo, poi, un bel giorno in giardino, nostro figlio o nostra figlia ci tirano una castagna e noi con uno “sprocco” raccolto per terra glielo ribattiamo con disinvoltura; ci chiedono “come hai fatto?”... da qui al ritorno in diamante il passo è corto…
C’è una società meravigliosa, di come non se ne vedevano più da un pezzo che butta benzina sul fuoco e ci coinvolge, c’è un bello squadrone di bravi ragazzi che ci mettono l’anima per dare qualcosa di meraviglioso da vivere ai ragazzini e alle ragazzine di oggi.
Ma non finisce con l’insegnamento, i vecchiacci hanno ancora voglia di sventolare i “34”.
L’età però è quella che è, per cui, per non farsi troppo male, qualche genio che non finiremo mai di ringraziare ha inventato lo slow pitch, arte nella quale i Matusalemme (oh, lomo, pärla par ti !) della Crocetta sono maestri, soprattutto per le attività culinarie che fanno da cornice a questo tipo di specialità sportiva.
Per casi fortuiti o forza maggiore il roster subisce un animato turnover, ma siamo una bella cifra di appassionati che non si stancheranno mai di rispondere alle storiche frasi che incredibilmente anche nella capitale del Ducato ancora ci fanno inorridire: -Ah, giochi a baseball? Cosa fai, il battitore? -Ma… il baseball è quello che hai la mazza e poi tiri la palla e corri col guantone? -Mah, io non ci capisco niente. Cosa si deve fare, tirare la palla con la mazza? E come si fa a vincere?
E il mio povero zio (nostalgico del ventennio): Hi, hi, hi, hi! Am piazì con col canlétt…E ti, zugot sempor con col canlétt? Hi, hi, hi, hi!
Dalla Gazzetta dello sport: - Sempre più ragazzini abbandonano per correre a tesserarsi con lo slow pitch della Crocetta… Intervistato uno di questi nuovi adepti:
- Dì, picinaja, parché sit gnù a zugher intla Crozéttä? / La risposta del bimbo intervistato può essere riferita solo a voce, vi aspettiamo allo stuard
Ciao, a presto
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