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Carichi e gasati da un titolo tricolore fresco fresco in categoria ragazzi, non facciamo in tempo a gustarci la festa che fra un pugno di settimane la stagione 2008 scadrà ufficialmente ed andrà in archivio; per ragioni anagrafiche torneremo in campo senza scudetto sulla casacca. Ma è bello così, ci faremo nuovamente su le maniche e ricominceremo a macinare umiltà e lavoro, per saggiare con soddisfazione se la nostra qualità sarà confermata come pura e genuina o con delusione se si rivelerà come temporanea ed illusoria. I lavori sono in corso alla grande, anche se le nebbie e le noiose pioggerelline autunnali danno quel vago senso di rallentamento dei ritmi.
Come a scuola: piove, fa freddo, prendiamo l’autobus stancamente e camminiamo a sguardo basso schivando le pozzanghere, sprecando meno energie possibili e dando l’impressione di una atavica svogliatezza. Ma la realtà è tutt’altra: svolgiamo compiti alla grande, studiamo a ritmi sostenuti e in aula guai ad abbassare la guardia: verifiche a raffica. Lungo i corridoi seguiamo i passi di una ragazzina appena più avanti delle altre con lo sviluppo, nascondendo i nostri momentanei imbarazzi con qualche guasconata, uno schiamazzo o uno scherzo coi compagni di classe…
Ma se quel corridoio fosse terra rossa, se quelle pozzanghere là fuori fossero i cuscini del diamante, se il cancellino fosse una sferetta di 148 grammi… allora ciao ai jeans della tipa di terza C, benvenuta adrenalina, ridatemi pettorina e schinieri, tirate un po’ il campo che devo scivolare in seconda!
A discapito delle apparenze quindi tutto sembra fermo, ma non è vero per niente. Carne al fuoco ce n’è quasi fin da buttar via: si sta definendo lo staff tecnico, si stanno comprando le divise di una taglia più larghe, si sta lavorando al magazzino, già si organizzano le visite mediche, i tesseramenti, le riunioni preliminari e mille altre cose, la franchigia, i tornei, è quasi un “casino”. Ma è bello così, perché quando siamo in piena stagione, quando tutti credono che l’impegno massimo sia in estate, i giochi principali sono già fatti: tutto è nato sotto la neve e con la bella stagione maturano solo i frutti; prepararsi tardi significa fare buchi nell’acqua.
Come nel baseball, se non ti prepari, fallisci: le belle partite si costruiscono in allenamento, chi non si allena perde.
A vedere tutto lo staff dirigenziale in fermento come le formiche prima di un acquazzone sembra un po’ di vedere la sistemazione dei soldatini o della Polly, tantissimo lavoro per preparare e poi il gioco dura come la combustione di un cerino. Ma è bello così. Per la maggior parte dei nostri allievi il 2009 sarà un salto di categoria, un passo duro per tutti. I ’96 hanno già provato le misure più lunghe con qualche piccola soddisfazione e … va bene, una volta tanto diciamolo! Lo scorso anno abbiamo chiuso alla grandissima, in testa alla regular season senza una sola sconfitta!
Siamo usciti dal campionato a testa alta all’inizio dei playoffs solo per aver incontrato due squadre da scudetto nello stesso concentramento (e comunque alla fine perdendo agli extra inning di un punto stiracchiato); le premesse per fare ancora bene ci sono, se manterremo alta la concentrazione le soddisfazioni non potranno abbandonarci.
Lasciamo in eredità il titolo di campioni d’Italia alla Crocetta ragazzi, sarà per loro un grande stimolo, onorare una toppa tricolore sulla casacca costerà fatica, ma alla fine il risultato sarà un divertimento assoluto, purchè i nostri piccoli leoncini non dimentichino di metterci il massimo di sacrificio, sudore, lavoro duro, determinazione, dedizione, volontà, devozione, attenzione, serietà, costanza, coscienziosità, abnegazione, risolutezza, generosità e qualche altro piccolo ingrediente da assimilare strada facendo… Ma prima di tutto, gentlemen, controllate la pagella: chi non si impegna a scuola non merita la Crocetta. |
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