NEWS SLOW PITCH    
       
  Adesso si fa sul serio  

Papparapapparapapparapappappà… Papparapapparapapparapappappappappà… Paapaapaaapaapapappaaapappappaaa… ppappà… Tatatataaa…tatatataaa… Tataaataa… tataaataa…
Risuona l’inno nazionale, le squadre schierate in campo, la bandiera sventola garrula, i capelli (di chi ancora ce li ha) sporgono dai cappellini e danzano agitati dal vento immancabile del campo stuard, le divise immacolate fremono pronte a raccogliere porzioni di terra rossa per le imminenti scivolate (o scivoloni).
L’arbitro si sistema la maschera e chiamerà finalmente il play ball. Il conto alla rovescia è arrivato quasi a zero, sta per prendere il via la manifestazione continentale più importante dell’anno: il campionato di slow pitch parte per noi martedì 22 aprile.
Coi biglietti d’ingresso ormai esauriti da più di un mese sarà dura per chi non è ancora riuscito a procurarseli trovare un posto in tribuna a meno di non sottostare alle pretese dei bagarini.
Un “parterre” è stimato a quasi 400 Euro e c’è da pensare che nei prossimi giorni il prezzo lieviterà ancora, specialmente perché il manager della Crocetta ha già diffuso, in barba alla pretattica, alcuni nomi sicuri del line-up: Nello, Sbrodolina, Kuzza e Thelma.
Allora, che piatto si potrebbe preferire a questa entrée?
Tanto per stare in culinaria, possibilmente non dopo aver piantato una botta per aver mancato un pop corto, oltre a questo menu “virtuale”, prepariamo anche l’apparato digerente dei nostri rappresentanti di guanto e di mazza che dopo (anche prima e durante, comunque!) le partite non disdegnano mai le leccornie del cuciniere.
Ad oggi non ci è ancora stato rivelato cosa bollirà in pentola laggiù dalle parti del Bissio, perché così non siamo tentati di andare ad assaggiare la sfoglia cruda prima della partita.
Nelle statistiche della specialità, per i profani degli acronimi, pubblichiamo una breve legenda in modo che essi possano interpretare senza patemi d’animo gli elaborati percentuali:

P: pallinata in testa
SB: sbucciatura ginocchio
ERA: battuta che sembrava fuoricampo ma è stato un out al volo
OPS: palla passata sotto le gambe del catcher
MVP: mancata palla al volo
MVV: mazza volata via (nelle statistiche a partire da quest’anno)
RISP: risponde all’arbitro
DS: dito schiacciato
SV: senza vedere la palla (errore di giocatore distratto dalla sgallonata in tribuna)
S: scivolone
SF: scivolone fantascientifico
BB: barbuto in battuta
TC: trilla il cellulare
BF: presenza di avvenente e appariscente ragazza nel box
BA: sigla automobilistica di Bari
1B: un brocco
2B: due brocchi
3B: tre brocchi
HR: ho rinunciato (quarto brocco)
LOB: livido o botta
DP: ultimo inning (Dopo Pappiamo)
AB: non batti (“At Baat!”: presa in giro in vernacolo parmigiano per chi non colpisce la palla)
WP: wè, paisà! (battitore oriundo di origini napoletane in campo)
CS: caschetto sugli occhi (misura troppo larga)
MLB: caschetto sugli occhi – gergale (sta per “Mzura Lärga Bombé”)