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Quel film lì con Kevin Costner, che è sposato con Amy Madigan (che se era normale gli sparava prima che finisse la sigla iniziale...*) e dove incontra Terence Mann, il più famoso scrittore d'America mai esistito, che poi ci dice a uno che gli chiede se quello lì è il Paradiso e lui invece no, ci dice "questo è l... ahioua!" (non ho mai capito perchè ... forse si è morsicato la lingua? Può darsi, visto che razza di idioma è... parlassero inglese rischierebbero meno: paac yoa caa*).
Allora, torniamo indietro al nostro sandlot, nel quartiere, con il guantone che ci avevano regalato per la Cresima (che sarebbe durato fino a che per effetto dello sviluppo non avrebbe più potuto ospitare i nostri ditoni ormai da adulti), la pallina ricucita ottomila volte con l'ago da lana della nonna, la mazza nuova del compagno di quartiere più ricco - rigorosamente in alluminio - che poi era un 29 se era grossa (i brocchi usavano la mazza d'alluminio ultraleggera e sottomisura, consigliata dal negoziante che di baseball sapeva sì e no che la prima squadra si chiamava Bernazzoli, ma tanto gli bastava, visto che di quelle Easton si era riempito il magazzino e dovendole a qualcuno pur sbolognare, di Giorgio Castelli ne esaltava gli aprrezzamenti e le preferenze...), dopo che per un anno tutti i bambini nel raggio di 1 chilometro avevano usato il mio 31 di legno, ormai ridotto a un osso rosicchiato da un rottweiler...
e cosa ci dicevamo tra una pausa e l'altra, quando ci stendevamo esausti nell'erba guardando dritto in alto? Io me lo ricordo: "fì, pensa se passasse un aereo pieno di palline da baseball e noi con una battuta lo colpissimo e le facessimo cadere tutte!!!" Quello sì che era un sogno ad occhi aperti di quelli belli... "Palla persaaa": partita interrotta e tutti in mezzo alle erbacce a cercare quella che di palla da baseball aveva ormai solo un vago ricordo. E poi c'è l'altro sogno, che è il sogno di tutti i giocatori di baseball, quello che si figura Tom Berenger quando a fine nono con due out e basi piene: "booom!" e la squadra vince!
Eh, cosa c'entra tutto sto preambolo?
C'entra, c'entra, perchè se veniste più spesso a vedere i nostri piccoli talenti vedreste che la realtà i sogni li supera.
E siccome io sono birichino non vi rivelo né chi, né che cosa è successo ieri sera allo stuard 2 quando Collecchio e Crocetta stavano per finire la partita con la Crocetta in vantaggio di 3 punti a basi piene e due out e Foghi si è presentato nel box e ha fatto fuoricampo sulla sinistra; io lo so ma non ve lo dico così la prossima volta venite di persona a gustare lo slow pitch e i manicaretti della Kuzza nel dopo partita.
*: lo so che ci sarebbero voluti il congiuntivo e il condizionale, ma ho licenza grammaticale di uccidere, sono lo 007 della letteratura del Regno di San Pancrazio e uso il lessico che più mi aggrada, non me ne vogliano i docenti di lettere, per cortesia, all'esame di maturità ho preso 9 in italiano scritto perchè 10 non lo davano e non pensate che mi si siano ridotti i neuroni della glottologia; va bene, non ve ne frega niente, lo so, però non preoccupatevi per i vostri studenti: i bambini questi articoli non li leggono e quindi non rischiano di disimparare...guardate... non li leggo neanch'io, a me piace guardare le figure.
Siccome sono in giornata di grazia, divagherò ancora per erudire il pubblico in merito alla morsicata di lingua: lo statunitense, ad eccezione del Bostoniano, parla un inglese molto "arrotolato" e paperinico, mentre l'inglese parla inglese ("paak yoa caa" è uno sfottò che gli Statunitensi rivolgono ai Bostoniani per evidenziare il loro modo "inglese" di pronunciare "park your car", che declamato da altro cittadino Usa suona decisamente palatino-linguato; per l'appunto con gli infiniti giri della lingua tra molari e molari, incisivi e incisivi, dai e dai e dai e dai, prima o poi va a finire che ti morsichi; ecco spiegata la deduzione di cui sopra (si fa prima a farlo che a scriverlo).
XY Zero su due - Tremendini un triplo - Fuoricampo di Ciorga - Doppio del Bax - Doppio Gigio difensivo... anzi triplo mi dicono... che Barba (con la maiuscola, e chi sa sa, chi non sa stavolta si arrangia perchè: 1- non mi va di stare a spiegare anche questa; 2- non vorrei, esagerando con le spiegazioni, fiaccare i nostri affezionatissimi lettori)
- Ecco accontentati anche i sofisti delle statistiche, così non possono dire che invece di fare la cronaca della partita sono stato qui a sparare delle cazzate
- E adesso l'articolo "di parte", come fa chi lo fa e come raramente fa chi di solito non lo fa:
Il titolo cosa ci mettiamo?
Crocetta esplosiva derubata a fine incontro!!!
In una serata al fulmicotone, le battute valide a ripetizione del lineup dei campioni della Crocetta demoliscono mattone dopo mattone la roccaforte di Collecchio. Era una partita dura e difficilissima da vincere; infatti il bilancino, pur sempre a favore dei nostri campionissimi, non è mai caduto in modo perentorio dalla nostra parte. Tuttavia, grazie ai giochi perfetti dei nostri portacolori ed alla serata da MVP di uno Spillo stellare, i cavalieri in grigio hanno vinto la partita. Purtroppo però, grazie ad una serie di "errori" arbitrali assurdi (out trasformati in salvo, salvi trasformati in out, prese al volo non chiamate, ball chiamati strike e strike chiamati ball, espulsioni di giocatori e manager su episodi inesistenti), il risultato ufficiale ha decretato la vittoria del Collecchio. Addirittura all'ultima ripresa è stato rapito il nostro interbase, sostituito con un sosia e con due out, d'accordo con i nostri avversari, ha fatto riempire le basi con tre battute consecutive su di lui che ha mancato facendole abilmente sembrare valide imprendibili. Poi l'apoteosi dell'assurdo: con una moderna tecnologia il pubblico ha assistito, scambiandola per vera, ad una gigantesca proiezione tridimensionale di un filmato dove il battitore di turno, con le sembianze del Foghi, picchiava un fuoricampo a sinistra. Accidenti alle macchine digitali, se fosse stata una pellicola almeno avrebbe potuto strapparsi e l'inganno si sarebbe rivelato. Invece consegnamo alla storia un walk-off homer che se l'avesssi fatto io avrei messo in quadro la mazza e il guantone e non mi sarei più presentato in campo se non a fare il Gigione alle conferenze della Fibs e alla notte dei campioni e quelle balle lì..
Ecco... adesso che ho smontato tutta la poesia e ci ho messo un po' di tutto, vi saluto.
Bibliografia: - "L'uomo dei sogni", titolo originale "Field of Dreams", 1989-regia Phil Alden Robinson/colori/sonoro - "Major League, la squadra più scassata della lega", titolo originale "Major League", 1989-regia David S. Ward/colori/sonoro
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