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A volte capita. Anche i migliori possono perdere una partita. E anche una squadra che perde consecutivamente tutte le partite da due anni può vincere.
Durante la difficilissima trasferta di Rimini la nostra rappresentativa della C2 incassa una sconfitta addolcita solamente dalla grande abbuffata che ne è seguita da tale “Lurido”, ristoratore rivierasco di alta categoria, quelli senza lusso ma con la cucina sopraffina (soccia!). Cominciamo dall’appello, partito proprio male, per noi abituati alla solidarietà ed alla fiducia nel prossimo che abbiamo dovuto mettere mano ai portafogli per esibire i documenti come se fossimo stati fermati dai carabinieri ai 120 orari in centro a Riccione…
Ma non è stato detto da quest’anno che la verifica dell’identità viene eseguita solo su richiesta dell’allenatore avversario? L’arbitro, che conosce meglio di noi il regolamento capillare ma che il baseball giocato lo vede peggio di noi, navigati professionisti in pensione, non ha visto due interferenze difensive dei nostri avversari, non chiamava le palle sui fili dei nostri lanciatori caricandoli di inesistenti basi su ball… proprio lui che prima di iniziare il confronto si era pubblicamente augurato che la partita non durasse 4 ore!
Ed eccolo accontentato: 5 ore e 15 minuti per decidere le sorti del confronto: risultato finale alla fine del secondo extrainning 25 a 24 a favore del Rimini.
Ottima prova dei nostri giovani, in particolare di Joel, closer della giornata. Potevamo fare un paio di punti in più se non fosse uscito dal lineup il Tom.
Potevamo prenderne un paio di meno se l’arbitro non avesse chiamato 6 o 7 balks per una regola assurda che impedirebbe al lanciatore di avere pause fra un lancio e l’altro oltre i 12 secondi…
A parte che è una regola da subnormali, ma veramente da subnormali, inventata da qualche cretino che non ha idea di cosa sia il baseball, evidentemente il direttore di gara non si rendeva conto che quando ci sono gli uomini in base nel gioco del baseball il pitcher e il catcher devono studiarsi anche i corridori; se poi a questa pausa (?) aggiungiamo quei 3-4 secondi che intercorrono dal momento in cui il catcher riceve la palla fino a che non l’ha rilanciata al pitcher e poi aggiungiamo l’assestamento del lanciatore in pedana per andare in posizione fissa, cosa facciamo, la giostra del Rimini? Sì. Potevamo cambiare il Piazza al settimo e sfruttare il Joel sul monte per i 2 inning finali, potevamo giocare con meno panico in diamante, potevamo fare qui e potevamo fare là.
Siamo ancora piccoli, prendiamo nota delle cose su cui lavorare e vedrete che come sempre accade, una volta rodati per benino la storia ci darà ragione. Molto positiva la prova dei nostri cadetti inseriti in squadra, il Manza, il Catto, Jolly.
Mancano di alcune malizie ma questo è compito dei managers, per ciò che riguarda il gioco facciamo tanto di cappello, sia per come stanno in battuta, sia per come stanno in difesa.
Alcuni piccoli spunti dei vecchi marpioni: gli homers devastanti del Tom e del Lua, le rubate consecutive del Paul (seconda, terza, casa), i colti rubando del Cocco e altre “chicche” che sono passate un po’ in secondo piano in quanto inserite in un contesto di errori un po’ troppo al di sopra delle previsioni. Comunque, uno spettacolo da non perdere, aspettiamo i tifosi numerosissimi per la prossima in casa. Almeno allo stuard se finiamo alle 8 e mezza di sera invece di giocare nel buio della notte possiamo accendere i lampioni.
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