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Si conclude dopo solo due partite, e con un’umiliante sconfitta contro Collecchio 7 a 4, il torneo delle Regioni per la nostra squadra.
L’incontro, come sintetizzato nel titolo, è stato assolutamente inguardabile e figlio dell’allenamento della sera precedente quando, incuranti delle urla dei coaches ormai esasperati, i nostri giocatori hanno mostrato un atteggiamento indisponente, arrogante e superficiale, quasi come se il giorno successivo, dopo aver saltato causa maltempo i primi due allenamenti, fossero dovuti scendere in campo per fare un piacere alla società.
Il tutto risulta assolutamente inspiegabile e vanifica il lavoro e i sacrifici fatti durante tutto l’anno da parte di tutti: allenatori, dirigenti società e genitori. Visto quello che è successo sarebbe stato meglio dare il rompete le righe dopo il torneo di Collecchio e mandare un’altra squadra, magari più giovane e inesperta, ma con più grinta e voglia di giocare, a rappresentare la Crocetta in una manifestazione comunque prestigiosa.
E’ stata l’ennesima occasione perduta. Un’occasione che, come avevamo detto la settimana scorsa, avrebbe potuto concretizzarsi con una qualificazione alle fasi finali, e avrebbe lasciato il segno della nostra presenza nella storia della società. Detto questo non voglio assolutamente sminuire i meriti del Collecchio, una squadra fatta di giovanissimi che ci ha dato una dura lezione sotto il profilo del carattere dell’impegno e, soprattutto, dell’umiltà.
E’ veramente ridicolo vedere dei ragazzi di undici/dodici anni che si presentano al piatto, davanti ad un lanciatore di nove, con movenze che non si permette nemmeno Derek Jeter dopo 2.500 valide in Major League. Chi ruota minaccioso la mazza, chi si presenta con la mano aperta verso l’arbitro per chiedere tempo, della serie “aspetta un attimo che adesso vedi dove la sbatto”; chi, dopo aver battuto un pop, si dirige camminando verso il dug out con la mazza in mano.
Il tutto per cosa? Una valida di Dade, una di Faso, una di Ricky (guarda caso i meno cinematografici) e due arrivi in base dell’Elisa. Effettivamente un po’ pochino. Per non sparare sulla Croce Rossa soprassederò sulla prestazione dei lanciatori, anche perché per tenere il conto dei lanci pazzi, sarebbe servito un software apposito che, al momento, possiede solo la NASA. Per la prossima stagione, penso, serviranno sicuramente meno guantini, meno polsini e meno occhiali supertecnologici da sostituire con un pizzico(ne) di impegno e spirito di sacrificio in più. Altrimenti saranno cavoli a amari.
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