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Allo Stuard la grigliata ci manca ormai da un pezzo; finalmente il numero di pance gorgoglianti per la fame è aumentato e il muro della timidezza è crollato… “Oh, quando si fa la grigliata?” è ormai divenuto un tormentone. Purtroppo il tempo inclemente degli ultimi 20 giorni ha impedito di imbandire le tavole e di fare un po’ di brace, però adesso che la calura comincia a farsi sentire e le piogge son calate possiamo accendere i legnetti e rosolare qualche costina. Poi si può collaudare un po’ di materiale da cucina, visto che il conto alla rovescia per il torneo Fainardi ha raggiunto ormai i numeri decimali, e lì i nostri rosticceri avranno il loro bel da fare! Passa la Crocetta “A” sul diamante di via Volturno martedì 28 maggio, non è il 24 maggio e al posto del Piave ci sono un canale e un fosso mezzi asciutti decorati con qualche bottiglia di plastica vuota abbandonata lungo le rive dei rii. Non essendoci spazio per la poesia e arrivando tardi di qualche giorno per le gloriose rievocazioni storiche si parla di baseball, che fra l’altro ci viene anche meglio e volentieri.
Anzi, non si parla neanche tanto, si gioca proprio. Ci aspetta nell’afa pomeridiana la formazione agguerrita del Parma 2001; da entrambi i lati dello schieramento non traspare proprio una forma strepitosa, ci sono guance un po’ arrossate per la canicola e per la scuola appena finita, gambe strascicate per la stanchezza di un periodo carico di impegni (catechismo, scuola, baseball, playstation, le fans che ti rincorrono, i giornalisti e i paparazzi che non ti lasciano in pace…).
E’ tutta apparenza, però: appena accesi i motori gli atleti svegliano il pubblico e lo mantengono in tensione per tutta la durata del match. I lanciatori delle due squadre sono difficili da incontrare, tuttavia il primo parziale (se non ricordo male 4 a 3 al primo inning) è, grazie ad un misto di basi ball e lanci pazzi più che di battute al fulmicotone, già scoppiettante.
L’impronta della partita viene definita praticamente alla prima ripresa dalle due compagini in tenzone. Il resto del confronto procede con un notevole controllo da parte delle difese e pochi punti (8 a 5 alla fine della gara a nostro favore): le mazze cantano bene ma i difensori fanno i “numeri”.
C’è da divertirsi, a tratti vediamo azioni per le quali sarebbe valsa la pena pagare il biglietto. Tolti gli errorucci della prima ripresa sarebbe stato un incontro da filmare e da far vedere a casa a chi non ha reso onore alle due squadre migliori di Parma. Adesso siamo proprio davanti, mancano 5 scalini alla fine del primo strappo. In classifica c’è margine, ci bastano 2 vittorie per assicurarci il primato nel girone.
Siamo decisamente più sereni di qualche settimana fa, o almeno lo saranno i nostri supporters, perché gli allenatori non hanno mai dubitato:
“A partire dall’inizio abbiamo sempre conservato un certo margine di tranquillità anche se non do mai niente per scontato: a volte ci si mette la fortuna, a volte l’arbitro, a volte le scelte tecniche, per far prendere una brutta piega ad un incontro” – asserisce il coach – “Si deve sempre lavorare duro e mantenere la concentrazione fino in fondo. Soprattutto non bisogna mai dimenticare di rispettare l’avversario chiunque esso sia: il calo di tensione gioca scherzi inaspettati, lo scorso anno abbiamo perso due gare contro due squadre ampiamente alla nostra portata, un bel bagno di umiltà per ricordare a chi non riesce a metterselo in testa che la presunzione non conta niente; quando è ora di competere ci va messo tutto ciò che si ha dentro, addirittura di più, cioè bisogna adoprarsi perchè lo facciano anche i tuoi compagni di squadra; da solo nessuno vince niente: la nostra squadra non inizia all’inizio del roster e finisce al quindicesimo dell’appello, siamo in centinaia a portare la stessa divisa; chi si dà da fare in campo esprime lo sforzo e la volontà di tutti. Si può fallire anche vincendo una partita, giocando con superficialità; vincere, per assurdo, può verificarsi anche in una finale persa, come l’anno scorso al “Franchini”, giocata con l’anima, meritandosi i complimenti per aver dato tutto il possibile e l’impossibile. Così i ragazzi mi piacciono, quando ce la mettono tutta, così si vincono le sfide. Per adesso complimenti a tutti ancora, ai ragazzi in campo, ai genitori che si prodigano per seguirci, a tutto lo staff che avrete il piacere di conoscere durante i 3 giorni del torneo allo Stuard il 13-14 e 15 giugno, ai nostri sostenitori e agli sponsor. Attendo con trepidazione l’occasione per aggiungere all’elenco dei meriti qualche autorità competente che provveda a non farci alluvionare ogni volta che capita un acquazzone giù a San Pancrazio e che magari ci metta qualche metro quadrato di erba al campo esterno, perché Abramovic ha detto che ha già speso anche troppo per il Chelsea!”
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