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  Quest'anno non ce ne sarà per nessuno  
 

Mercoledì 4 febbraio si è svolta la consueta riunione tra dirigenti, tecnici, dirigenti accompagnatori e semplici genitori per discutere dei programmi stagionali della nostra squadra.
Quest’anno, inutile nasconderlo, a seguito dei risultati non esaltanti dello scorso campionato, l’atmosfera era particolarmente tirata. In primis gli allenatori, che non si sentivano per niente tranquilli anche a causa delle voci, sempre più insistenti e confermate da più parti, che davano per certo un incontro, avvenuto pochi giorni prima, tra il Ronco e i due ex tecnici della nazionale italiana di baseball, Faraone e Catanoso smaniosi di rifarsi dopo le recenti figuracce rimediate al campionato europeo. In un clima surreale ha preso la parola la Francesca (mamma di Giona e unica donna presente alla riunione) chiedendo una maggiore fermezza nella disciplina dei nostri atleti.
Dopo un’accesa discussione durante la quale il sottoscritto rosolava a fuoco lento davanti alla stufetta elettrica, Fasan armeggiava con il telefonino ed un paio di genitori si erano assopiti stravaccati sulla seggiola, si è giunti alla stesura scritta di regole forse un po’ troppo severe, ma si spera in grado di cambiare l’andazzo dei risultati.
Riassumo di seguito i punti più rilevanti rispetto ai quali l’assemblea si è dichiarata irremovibile:
1. ogni atleta dovrà obbligatoriamente ricordare a memoria il proprio nome in modo da potersi presentare autonomamente al box di battuta quando chiamato dai tecnici;
2. gli allenatori e i dirigenti sono tenuti a consegnare il contenuto delle provette destinate all’esame delle urine al medico competente indicato dalla società. Per nessun motivo potranno farlo bere al lanciatore dopo la concessione della terza base su ball consecutiva;
3. per quanto riguarda la divisa, sarà indispensabile, durante le gare di campionato, indossare la tenuta da gioco ufficiale della Crocetta, e di conseguenza sarà vietato presentarsi vestiti da Gormiti;
4. gli atleti che non si presenteranno agli allenamenti e giungeranno alla partita dopo il termine della stessa non potranno giocare. Per non provocare malcontenti gli si darà comunque la possibilità di essere inseriti nei primi quattro del line up per la gara successiva;
5. Non sarà assolutamente tollerato lo scambio della conchiglia tra il lanciatore ed il ricevitore al fine di creare imbarazzo al battitore avversario. In caso di situazioni di punteggio particolarmente delicate se ne potrà eventualmente parlare con i dirigenti accompagnatori che se ne assumeranno la responsabilità;
6. infine alcune regole riservate agli “esterni” vero tallone d’Achille della squadra nella stagione scorsa: dovranno necessariamente recarsi al loro posto con le proprie gambe e non potranno più essere accompagnati in scooter dai rispettivi genitori; inoltre non potranno per nessun motivo fare i compiti dopo il quarto inning in caso di punteggio ancora in bilico.
Al termine i genitori hanno chiesto e ottenuto dagli allenatori la promessa di evitare, durante le partite di campionato, (è ammessa l’eccezione per il solo torneo Fainardi e limitatamente agli incontri con le squadre straniere) il penoso trucchetto di lanciare volontariamente la pallina contro il muro immediatamente dietro il “ricevitore” allo scopo di tentare l’eliminazione del corridore di terza base inducendolo alla “rubata”.
Questo perché:
a. su 188 tentativi effettuati mai una volta si è vista l’eliminazione di un avversario. Non può essere, infatti, conteggiato l’out su Adelmo in quanto nell’occasione stava semplicemente uscendo dal magazzino e non aveva la minima intenzione di rubare il punto;
b. Ormai il “trucchetto” è stato capito perfino dalle mamme dei giocatori;
c. pare che l’ex arbitro Masola abbia confidato agli amici di aver deciso di interrompere la sua carriera arbitrale in quanto ormai stremato dalla pantomima dei Kids B.
Verso mezzanotte, stremati dallo sforzo, i partecipanti se ne sono ritornati alle proprie abitazioni sicuri di aver finalmente trovato la ricetta giusta per un grande campionato. . . . alla faccia di Faraone e Catanoso.