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Bravi. Concluso il trittico di partite con Piacenza con tre vittorie ora guardiamo avanti con un pizzico di fiducia in più. Certo non è stata una prestazione esaltante: 20 – 15 il risultato finale rappresenta un punteggio da prebaseball; comunque era importante riprendere confidenza con la vittoria. Oltretutto l’arbitraggio non ci è stato certamente favorevole. Coffrini, per esempio. si è visto lanciare 7 balls prima di potersi accomodare in prima base (giuro che è vero); una evidentissima battuta in zona di foul è stata chiamata valida per un motivo ai più incomprensibile, senza tralasciare le tantissime decisioni su stike e balls giudicate tutte a nostro sfavore. Quindi bravi i ragazzi a non farsi deconcentrare, bravi gli allenatori a tenere i nervi saldi e lunga vita a Masola. Ora sotto con il torneo Fainardi che ci vedrà impegnati contro squadre di livello nazionale che ci servirà sicuramente per accumulare esperienza, innings e tanto divertimento.
Score: Crocetta 4 1 4 4 3 4 20
Piacenza 4 4 1 4 2 0 15
Da segnalare le prime conseguenze derivanti dalle regole comportamentali imposte nel corso dell’ultima riunione tenutasi nel pomeriggio di sabato scorso. Il primo a farne le spese è stato il coach Cristian. Durante il secondo inning, a seguito dell’ennesimo ball lanciato dal nostro pitcher, si è lasciato sfuggire un “perbaccolina” che, seppur pronunciato con un tono di voce appena percettibile, non è sfuggito al nostro giocatore che completamento demotivato dalla volgarissima affermazione gli ha dapprima lanciato una pallinata nei testicoli, poi lo ha pesantemente offeso invitandolo più volte ad andare in quel posto ed infine si è gettato a terra picchiando violentemente mani e piedi sul terreno di gioco sfogando la sua frustazione con un pianto liberatorio. A quel punto il povero Cristian si è rivolto verso le tribune e, con un’espressione che avrebbe impietosito anche la più spietata delle SS ha miagolato: “ma ho detto solo perbaccolina”. Per tutta risposta un paio di genitori, docenti alle Orsoline, lo hanno apostrofato con parole irripetibili il cui senso era più o meno questo: “Maleducato!! guavda cosa hai combinato . . . eva un gvande campione e tu lo hai vidotto così”. Preso dallo sconforto il coach ha chiesto pubblicamente scusa a tutto il pubblico ed ha promesso una fornitura gratis di figurine al malcapitato giocatore oltre ad un abbonamento annuale alla rivista “Playboy” da utilizzarsi solo al compimento del sedicesimo anno di età.
Terzo inning. Cesare volgendo lo sguardo verso il cielo plumbeo afferma senza accorgersene: “piove governo ladro”. La frase colpisce come un pugno allo stomaco un elettore di centro destra che punto sul vivo avverte subito la questura di Piacenza. In pochi secondi arriva una camionetta delle forze dell’ordine che ammanetta il nostro allenatore e lo porta in tribunale per subire un processo per direttissima. Sentiti i testimoni (tutti palesemente simpatizzanti per il popolo delle libertà) il giudice, fortunatamente magnanimo, ha sottoposto Cesare alla scelta tra una delle seguenti pene: 1) quattro anni di galera senza poter ususfruire dell’indulto 2) la lettura serale di almeno dieci pagine del Libro nero del comunismo 3) allenare anche l’anno prossimo i ragazzi B. Scartata subito, per ovvi motivi, l’ultima opzione, il nostro allenatore ha infine deciso di autopunirsi leggendo l’importantissimo documento storico che peraltro mancava dalla sua biblioteca.
Quarto inninig. Fabrizio Merlo, dopo aver visto che la pallina era sfuggita al catcher avversario, urlava al nostro corridore in seconda base “ruba!!”. Proprio in quel momento passava nelle vicinanze del campo una gazzella della polizia che, allarmata, si è subito fermata per controllare quello che stava accadendo. Subito interrogato Fabrizio ha spiegato alle forze dell’ordine che nel nostro gergo con il termine “rubare” si intende “rubare una base” ma è solo in senso metaforico. I due poliziotti dopo essersi a lungo confrontati sul significato del termine “metaforico” e soprattuto insospettiti dalla vistosa protuberanza situata nella zona inguinale del giocatore undicenne hanno comunque provveduto ad effettuare una minuziosa perquisizione nei confronti del nostro atleta, e, una volta scoperto che si trattava della conchiglia e non di un contenitore per sostanze stupefacenti si sono finalmente tranquillizzati. Alla fine, visto che anche con l’aiuto dei cani antidroga non era stata rinvenuta nessuna base hanno rilasciato il “sospetto” per non aver commesso il fatto.
Sesto inning. Gianpaolo incita il nostro battitore gridandogli “dai siete qui per battere”. Due prostitute nigeriane, che si stavano godendo tranquillamente l’incontro dopo essere smontate dal proprio turno lavorativo gli hanno risposto “Si e gli straordinari ce li paghi tu??”. Per calmare la furia delle signore il Giampi ha rigirato a proprio favore la situazione invitando le stesse ad uscire dalla torta in occasione della sua festa di addio al celibato. Il tutto per la modica cifra di 3000 euro. Comunque a parte queste quisquiglie per il resto è andato tutto bene.
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