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Un po’ di rilassamento generale in casa con il Sala e quasi quasi i ragazzi “A” ci lasciano le penne. Meno male che al quinto attacco il Berroa latente esplode come un vulcano del pacifico e manda in orbita la palla del 10-8 con basi piene e chiude il discorso; lo avevamo già detto che il Sala non scherza e ha i numeri per fare bene, anzi, benissimo(ricordiamo che i ragazzi di Sala sono stati esclusi dai playoffs per un solo punto).
Per la verità i leoncini hanno fatto di tutto per giocare male, si sono visti per la prima volta quest’anno ben 4 errori difensivi (finora mai più di 1) e le mazze giravano fiacche, quasi a non far male alla pallina, ma alla penultima di campionato e con il primato acquisito in tasca si poteva paventare un calo di concentrazione.
Un po’ anche per i postumi dell’appagamento inerente alla vittoria nel Due Torri , la difesa ha fatto fare gli straordinari al nostro pitcher Simone Sassi, sempre controllato sul monte e praticamente solo contro tutti per due riprese intere. Forse c’era anche bisogno di tenere basso il ritmo per il weekend in arrivo, visto l’impegno gravoso che aspettava al varco qualcuno dei nostri eroi…
NEL WEEKEND COS’E’ SUCCESSO?
Probabilmente arriviamo tardi a dirvi che la rappresentativa dell’Emilia Romagna ragazzi si è guadagnata con ampio margine e con pieno merito le fasi finali europee della little league (a inizio agosto a Kutno in Polonia) perché la notizia si è già diffusa a velocità supersonica. E cosa c’è di speciale in una notizia del genere?
C’è che la rappresentativa vittoriosa era pregna di “leoncini”. Successo inaspettato per chi non segue questa categoria, successo previsto e inequivocabile secondo uno dei manager Crocetta che segue i ’96 fin dall’esordio: - L’avevo detto, no? L’unica cosa che mi brucia da morire è non esser stato là a vedere i “miei” ragazzi demolire gli avversari; per un allenatore queste sono grandi soddisfazioni, anche se viverle al telefono non è come viverle di persona (in famiglia siamo stati tutti bloccati in casa da febbre e malesseri vari per tutto il weekend). Comunque non era la prima volta e poi non si può mica sempre fare la “chioccia” ai pulcini, prima o poi devono mettere in pratica quello che gli si è insegnato senza star loro attaccati al sedere! – Matteo Bocchi risulta abbia fatto in finale una prova magistrale, senza intoppi e con una freddezza mai vista prima. E quindi ecco servito uno dei nostri gioielli, assieme a Guido Gerali, Matteo Lanfranchi e Alberto Fossa(con certi leoni in squadra non si può che vincere). Senza cosiderare che in scuderia abbiamo ancora alcuni pezzi da novanta che farebbero gola a chiunque, e non solo nel baseball: annoveriamo nel line-up il primatista provinciale dei 60 metri piani, il campione italiano studentesco di ping pong e calciatori che hanno vinto tra gli altri trofei la prestigiosissima Pisa World Cup a fine primavera.
Ma perché tutti al baseball, allora? Perché è il gioco più bello del mondo e perché nel baseball per vincere bisogna essere speciali. Anzi, parafrasando un detto da non dire, “per vincere ci vogliono i leoni”… i leoni di Cristian il Ronkini |
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