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Era lì, seduto a terra, le spalle appoggiate al muro semi umido e un po’ corroso dal tempo e dagli urti di mazze sbattute senza troppa cura o per euforia infantile, o superficialmente ammaccato qua e là dalle pallinate che quando non riuscivano a lasciare un segno fisico punzonavano un bollo di polvere compressa attraversata dalle classiche cuciture a spina di pesce. Di chi saranno state le mani che cucirono quella palla? Di un bambino coreano che si forava le dita nell’affollato buio della notte o di una supertecnologica macchina di Hong Kong che sforna “raw cowhide surface, cushioned cork center” ? Una formica sale faticosamente un salsicciotto di malta lì, sotto la porta, che funge da protezione per le sporadiche inondazioni che alluvionano il campo piccolo. Ci sono due macchie d’olio a terra ma non si sa da dove provengano, forse qualche alieno ha sostato al tunnel. E lui lì, lo sguardo fisso su quella lanciapalle inerte, con la molla rotta e un cavo triste penzolante a pochi millimetri da un nugolo di ataviche ragnatele. C’è quasi un silenzio irreale, e il vuoto acustico è l’amplificatore per avvertire meglio il tutto e il nulla, si sentono le energie di tutti coloro che lì hanno disseminato il loro prana, le mani di Guglielmo, Cesare, Ronko, Guaro, Kuzza e gli altri. La trance non viene interrotta dagli echi metallici del Bassi che piroetta poco distante scaffali d’alluminio… Ora come non mai lui avverte il sapore mistico di quel luogo, vuoto. Lui, lo spirito del battitore vorace, sta immobile tra i mucchietti di segatura figurandosi quei nugoli di ragazzetti capaci di far vibrare e trasformare in magico quel luogo, concentrato di esplosività mascherato da autorimessa di caserma. Se ne stava ancora lì, gli occhi sbarrati non cambiavano obiettivo tanto che le palpebre sembrava che non sbattessero nemmeno. Sempre immobile, seduto e silente, non si accorgeva neanche che la macchina verde era d’incanto sparita. SPARITA ! Un raid della task force Lungo-Gigio-Paul ha operato nei noti locali dello Stuard Piccolo un’azione senza precedenti: il ratto della lanciapalle. Grazie alle soffiate del Pelo ed all’intercessione del Ronko, il servizio segreto della Crocetta Baseball è venuto a conoscenza dell’ubicazione della base operativa degli introvabili (finora) riparatori di questi infernali macchinari. I ricercati sono stati intercettati dagli automezzi di pattuglia del Gigio nella prima mattinata del 30 gennaio e secondo le ultime notizie gli occupanti della base (all’ingresso di Traversetolo, un paese ai piedi della collina parmense) si sono detti disposti a collaborare. Addirittura si vocifera che tra non molto tempo verrà riconsegnata l’arma micidiale dietro corresponsione di un modico compenso per la riparazione, Federico permettendo. Con tanta soddisfazione del Paul, che finalmente smetterà di rompere i cosiddetti (oh, quando ci si mette è veramente peso, eh?): “Oh, là!” , dichiarano Paul e Gigio, “adesso possiamo dedicarci alla uinter ligg con meno preoccupazioni, vamolà”. Non siamo convinti che le polemiche dei 2 vecchietti finiscano qui, è già iniziata la litania del campo sintetico. Ma quando la finiranno di brontolare? |
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