EDITORIALE    
       
  COMUNQUE VADA, NOI VA  

Il cammino verso le categorie dei “grandoni” sembra che non debba subire grossi cambiamenti. Ci sono giunte solo voci e circolano leggende metropolitane sul destino delle categorie giovanili: non si fa una categoria, si cambia la dimensione del campo, poi i campi non ci sono e quindi si continua ad utilizzare la misura ridotta, si stravolge il torneo delle regioni, poi si annulla il campionato nazionale, poi si fanno le franchigie, anzi no, poi si fanno la lega uno, la lega due, la lega tre, la lega notte, tg5, tg6, tgnotte, e siamo quasi a Natale che non si sa ancora cosa succederà; le fasi finali verranno ridiscusse perché c’è a chi non va giù la formula a concentramenti, chi dice che il limite di punti non fa parte del baseball…quelli che “chi se ne frega della federazione, noi andiamo avanti lo stesso”… quelli che “basta vincere”…quelli che “la poltrona me la tengo stretta”…quelli che “si è sempre fatto così”… In verità però niente è ufficializzato, almeno al momento in cui stiamo battendo i tasti e mettendo in macchina questo pezzo. Per cui, da parte nostra facciamo l’unica cosa che ci è possibile fare, cioè pensare di dare ai nostri giovani il massimo per imparare sempre di più e cercare di rompere le scatole il meno possibile confidando nel buon senso dei boss federali. Cosa ha fatto la Crocetta nel recente passato? Chi ha bazzicato lo stuard negli ultimi 6 o 7 anni avrà visto che là dove c’era una discarica sportiva ora c’è…una città-a-a-a-aaa… Sì, una città del baseball, funzionante, pulita, accogliente e ben frequentata: un campo senior e un campo junior restaurati assieme a tutte le strutture, un nuovo campo pratica e una nuova palestra ultimati nel 2008, due bellissimi regali avuti grazie agli sponsor ed ai sacrifici inenarrabili degli appassionati legati alla Crocetta. E’ cresciuto in modo esponenziale nel numero anche lo staff tecnico (di prim’ordine fin da subito) al servizio di 10 squadre giovanili, che di questi tempi è un record. Bisogna andare indietro un pezzo per contare lo stesso numero di tesserati nel Ducato, più o meno all’epoca di Notari a Parma e Guilizzoni al timone della Nazionale; sulla Gazzetta facevano spesso mostra di sé i baffi dell’intramontabile Giulio Montanini e le squadre giovanili di casa nostra incassavano scudetti a ripetizione, sfornando campioni su campioni. Hic sunt leones, adesso, di nuovo: i leoncini dei campi stuard incutono rinnovato timore a tutti gli avversari della penisola; senza chiudere le porte a tutto ciò che sta intorno a noi, partecipando sia ai progetti federali che alle iniziative comuni di Parma per il baseball, siamo riusciti a tutelare una sorta di “marchio di fabbrica” e a salvaguardare il nostro obiettivo primario: crescere e sviluppare i ragazzi in modo che non rimangano talenti sprecati, a discapito dell’orticello chiuso e fortificato come un’antica masseria borbonica. Cosa succederà nei regolamenti lo vedremo, chissà come andrà, da dicembre torniamo a sgranchire le articolazioni in palestra, poi comunque vada, noi va.