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  Aspettando Daniele
Il Bozzo in testa
 

Il “Bozzo” in testa e non il “bòzzo”, intendiamoci, non stiamo parlando di un bernoccolo! C’è chi attorno a questioni di “testa” ha avuto il nickname di battaglia: KREP. Krep suona bene, quando lo senti pronunciare non sai esattamente quale sia lo spelling e da quale lingua tragga origine. Lo vedi scritto sul dito di un guantone k-r-e-p e pensi “mah, sarà un campione di origini sassoni-olandesi o giù di lì…” quasi ci rimani male quando ti raccontano che l’etimologia del nomignolo si rivela puramente parmigiana… E meno male che ce l’abbiamo in squadra il buon Krep perché di “krepe” nel muretto di recinzione ne fa diverse quando abbassa la mira del mazzuolo; sì, perché quando invece regola l’alzo sopra gli 8 gradi la palla di rovinare il muretto non ne vuol sapere, si libra nell’aria e si perde nel cielo, rincorsa dai passeri e dalle rondini.
L’arte del legnare signore e signori non è una barzelletta, è un insieme di attenzione, forza, coordinazione, prontezza di riflessi, determinazione, esplosività che ci si porta dentro dalla nascita e si sviluppa con grande fatica, allenamento, sacrificio e devozione (state leggendo “il Bozzo in testa” – giugno 2008, editrice Crocetta). Di quest’arte nella storia del nostro nobile club ce ne stanno parecchi di esempi.
Stanchi di ricordare e basta, Ronko, Cesare, Pietro, Guglielmo, Kuzza e i loro amici hanno pensato di rimettere in pista la band, come quando a Chicago si recuperarono Murph e compagni grazie alla catalisi del reverendo Cleophus James per salvare l’orfanotrofio di sorella Mary. Stavolta si trattava di salvare la faccia di Parma che stava perdendo troppo smalto nel proprio baseball giovanile (magari l’affinità con l’orfanotrofio ci può stare, vedendo tutti quei meravigliosi pargoletti zampettare sul campo scuola).
Quale più alta espressione di formatori di campioni è mai stata ad un livello così eccelso se non la Crocetta? Non abbiamo “visto la luce” a Chicago ma abbiamo avuto il massimo che possa pretendere un amante del baseball di Parma: una benedizione di Don Sergio ed è scattata la scintilla. Ecco qua il Bozzo allora: Bozzo accentra l’attenzione su di sé al penultimo out di un torneo che ci dava per spacciati, agnelli sacrificali sull’altare degli americani di Aviano, nel nostro primo anno di rinascita. Volava alta una palla verso la recinzione e le mamme Usa già saltavano sulle sedie pregustando i punti della vittoria. Le flaccide ciccie attorno ai glutei, i prorompenti seni delle adulte donne d’oltreoceano sovrappeso, il grasso eccedente sotto gli omeri protesi al cielo in segno di vittoria smettevano contemporaneamente la loro grottesca danza quando Filo Bozzani eseguiva una presa strepitosa all’esterno e ammutoliva il pubblico. L’ultimo out fu un 4-3 di Manuelino Piazza, allora un vero nanetto in mezzo ai giganti, su una battuta radente altrettanto accolta da urla di vittoria spente in gola dal timido seconda base di 7 anni che assisteva in prima un po’ incerto ma preciso come un “dnc”. Premiarono anche Tommy Guareschi come catcher dell’anno (un “allievo anziano” inspiegabilmente escluso dalla selezione regionale 2008 nonostante la qualità stellare) e Giulio Gerali si prese il trofeo da Mvp. Di fatto però la giocata indimenticabile fu quella del Bozzo; sono passati 3 anni e mezzo ma chi può dire “io c’ero” quell’azione lì non se la scorda più. Il “Bozzo” quindi entrava nella hall of fame dei piccoli campioncini Crocetta: “il Bozzo in testa”.
Continua il lavoro, ci impegnamo ancora per un po’ di tempo e la Crocetta torna a spadroneggiare come merita chi ci mette tanto ma tanto ma tanto ma tanto impegno e sacrificio. E adesso?
Adesso il BOZZO è di nuovo in testa, chiudendo al numero uno (Pier Bozzani) la classifica dei lanciatori del torneo Due Torri in categoria allievi.
Cosa sarebbe successo se anziché partecipare come oriundi i due gemelli d’oro e Lollo Gradali avessero calcato il diamante del Due Torri con i ’96? (a buon intenditor…)