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| Il ventiduesimo ciak | |||||
Tre partite 18 riprese, quarta partita primo e secondo inning: tanto ci è voluto per accordare gli strumenti all’orchestra. Ne ha fatto le spese il Brescello, arrivato allo stuard penalizzato da un viaggio ad imprevisti (la tangenziale nord di Parma bloccata completamente per un incendio in carreggiata): pochi chilometri, ma percorsi in coda con questo caldo non si scherza. Nonostante due lanciatori di fiamme (i pitcher degli opposti schieramenti) i due line up non si fanno intimorire e ci provano al massimo ottenendo qualcosina contro i dominatori del monte di lancio e le difese ben registrate: i primi due inning fanno registrare un parziale di 2 a 1 a favore della Crocetta. Poi le canagliette si scatenano e provocano a suon di legnate un lieve calo di controllo sul monte avversario e un paio di disattenzioni difensive, continuano ad approfittarne e non si fermano più. Si rivede lo scoppiettante spirito che ha da sempre animato l'équipe e finalmente si ricomincia a divertirsi. Se ne accorge anche il pubblico, che fino alla fine della partita resta artigliato alle recinzioni per godersi le giocate dei nostri beniamini; era proprio ora, dopo tre prove di musica da camera finalmente una ouverture Rossiniana. Stiamo parlando del collettivo, beninteso, perchè i fuochi d’artificio alcuni dei nostri ce li avevano già sciorinati anche nelle prime tre gare senza che tutto il team approfittasse dell'innesco. Stavolta no, stavolta le unghie sono rispuntate a tutti. Ci vediamo sabato a Reggio Emilia, coi soli "piccolini" in campo e col bullpen corto, una prova difficile e indispensabile, vedremo che misura darà il termometro. |
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